Thursday, April 13, 2006

Corri little Jimmy - prima parte

Per chi sa capire, per chi sa amare e per chi vuole vivere; per chi non si accontenta di soli ricordi, ma pretende con prepotenza ciò che gli spetta; per chi sa esserti amico, sa raccogliere il tuo vomito, ma sa anche uno schiaffo al momento opportuno; per chi sa dare senza la presunzione di avere qualcosa in cambio; per chi ha l'umiltà di chiederti aiuto e sa riempirti il cuore; per chi rifiuta di sentirsi ridicolo e non accetta la menzogna del nonsense quotidiano;

Ma soprattutto per chi non ha sublimato l'irresistibile forza del mio ego, assaporando ogni singolo brivido dall'alito delle mie passioni, della mia forza, senza sentirsene travolto. Per chi mi ha chiamato semplicemente Jimmy.
Per Pierre …
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Corri little Jimmy. Corri più che puoi, più veloce del vento; corri verso il mare e sarai libero, lontano dai giochi e dalle favole e da chi ti ha fatto del male. Corri piccolo cheyenne dagli occhi di cristallo; dal piccolo ed esile corpo nudo. Qualcuno sta cercando d’importi la benda della vergogna e della sofferenza; ma che pensavano di fare? I tuoi occhi non piangono; il tuo cuore non sente dolore. Qualcuno ha stretto i denti nella tua carne acerba, ma tu hai risposto con dignità. Bravo Jimmy, fa vedere un po' chi sei; mostra la tua grandezza, piccolo grande uomo. Eh si! Ora sei un uomo, uno di quelli grandi e grossi, dallo sguardo vitreo; uno di quelli che non perdona neanche se preghi.
Ancora qualche metro e ci sei, non mollare, muovi quelle gambe! Eccolo, il mare ………….SPLUFF………..

- Ci sono delle sere in cui ci si sente veramente soli, dove ci si perde, quasi come una goccia di speranza nell'oceano della nostra vita. Ci sono delle sere nelle quali, invece, vorresti cominciare a correre; correre per non fermarsi; correre per scappare, per chiudermi una porta alle spalle, e poter dire: fino ad oggi non sono esistito. Volevo raccontarti di me, di questo gran male che sento dentro, e che non riesco a strapparmi via. Indubbiamente, fratellone mio, mi conosci. Sai vedermi dentro. Sei riuscito ad evocare i miei ricordi.

- Chissà dove sei. Chissà che fai. Sono stanchissimo, vorrei dormire. Non posso. Più di una volta mi sono chiesto se devo ritenermi fortunato per il semplice fatto di essere ancora vivo. In fondo ho la mia bella vita, le mie soddisfazioni, non sono un deviato mentale (…o forse lo sono?). Sono perfettamente d'accordo con te quando mi dici che, per vivere al meglio il proprio quotidiano, amarsi, rispettarsi, sia necessaria una ragione che nasce dal nostro intimo. Ebbene, penso d'averla trovata quella ragione. Ora voglio vivere. Davvero.

(continua....)